Chi lavora nell’ambito dell’IT, per riferirsi alle prestazioni e all’affidabilità dei Sistemi Informatici, avrà avuto modo di conoscere l’ITIL (acronimo di “Information Technology Infrastructure Library”), da intendere come l’approccio e le linee guida utili per ottimizzare l’IT Service Management.

Ad oggi milioni di professionisti impegnati nell’ambito dell’Information Technology, infatti, costruiscono la propria carriera utilizzando lo schema di certificazione ITIL, sviluppato nella prima versione nel Regno Unito con il fine di realizzare una vera e propria metodologia organizzativa che servisse a standardizzare una serie di procedure per liberare risorse superflue e riadoperarle per stare al passo con l’innovazione.

Grazie all’ITIL, dunque, le aziende e gli enti pubblici sono coadiuvati nell’erogazione di Servizi IT di qualità, affidabili, flessibili e il linea con quella che è la propria missione.

ITIL – La sua evoluzione

Nel corso del tempo, lo standard ITIL è stato aggiornato e revisionato seguendo l’evoluzione della tecnologia e dei servizi ad essa associati. Le pubblicazioni e la documentazione sono entrate via via sempre più nel dettaglio, andando a colmare un vuoto di conoscenze inizialmente invalidante.

A partire dagli anni ‘80, quando venne sviluppata la prima versione, lo standard ha acquisito sempre più importanza, venendo riconosciuto come la pietra angolare dell’IT Service Management: è grazie ad esso, infatti, che le organizzazioni mondiali riescono a migliorare i servizi IT, ottimizzando l’allineamento tra l’IT e il proprio business.

In Italia, l’applicazione al protocollo ha subìto una sterzata fondamentale solamente a partire dalla versione 3, quando le prime organizzazioni hanno iniziato a comprenderne fattivamente l’utilità e, allo stesso tempo, è cresciuto il numero di corsi di formazione che aiutassero i professionisti ad acquisire le competenze necessarie per metterlo in pratica.

L’ultimo aggiornamento dell’ITIL: la versione 4

L’ultima versione, la quarta, è stata pubblicata nel febbraio del 2019 con il fine di ridisegnare gran parte delle buone pratiche dell’ITSM e adattarle alle nuove modalità operative per utilizzare al meglio il potenziale delle ultime, moderne tecnologie.

Pur riprendendo la v3, l’ITIL 4 introduce un nuovo punto di vista con l’aggiunta – tra le altre cose – di contenuti relativi ad Agile, Lean e DevOps, dando maggiore enfasi ai princìpi di IT e Organizational Change management e integrando il concetto di di Service Integration and Management in contesti Multivendor.

Dal punto di vista della struttura, infine, l’ITIL 4 si caratterizza per un design modulare che lo rende facilmente aggiornabile, pratico e snello.